viernes, 31 de enero de 2014

Il Papa: dottrina della Chiesa non sia ridotta a ideologia, ma serva il popolo di Dio

Non ridurre la dottrina a ideologia o teoria astratta, ma sia sempre al servizio dei fedeli. E’ quanto affermato
da Papa Francesco nell’udienza di stamani alla plenaria della Congregazione per la Dottrina della Fede, guidata dal prefetto mons. Gerhard L. Müller. Nel suo intervento, il Papa ha indicato la possibilità che la Congregazione possa collegarsi con la nuova Commissione per la protezione dei fanciulli per contrastare la piaga degli abusi sessuali su minori. Il servizio di Alessandro Gisotti:

“Siano sempre i criteri della fede a prevalere nelle parole e nella prassi della Chiesa”: è iniziato con questa riflessione il discorso di Papa Francesco al dicastero per la Dottrina della Fede. Il Pontefice ha osservato che “quando la fede brilla nella sua semplicità” anche “il vissuto ecclesiale diventa luogo in cui la vita di Dio emerge con tutto il suo fascino”. Bisogna dunque vincere la tentazione di “intendere la dottrina in un senso ideologico o di ridurla ad un insieme di teorie astratte e cristallizzate”:

“In realtà, la dottrina ha l’unico scopo di servire la vita del Popolo di Dio ed intende assicurare alla nostra fede un fondamento certo. Grande è infatti la tentazione di appropriarci dei doni della salvezza che viene da Dio, per addomesticarli – magari anche con buona intenzione – alle vedute e allo spirito del mondo. E questa è una tentazione che si ripete continuamente”. Quindi, ha ringraziato la Congregazione per l’impegno nel trattare i “delitti più gravi”, specie “i casi di abusi sessuale” su minori:

“Pensate al bene dei bambini e dei giovani, che nella comunità cristiana devono sempre essere protetti e sostenuti nella loro crescita umana e spirituale. In tal senso si studia la possibilità di collegare con il vostro Dicastero la specifica Commissione per la protezione dei fanciulli, che ho istituito e che vorrei sia esemplare per tutti coloro che intendono promuovere il bene dei bambini”. Il Papa non ha poi mancato di riferirsi al tema della Plenaria, incentrato sul rapporto tra fede e Sacramento del matrimonio:

“Si tratta di una riflessione di grande rilevanza. Essa si pone nella scia dell’invito che già Benedetto XVI aveva formulato circa la necessità di interrogarsi più a fondo sulla relazione tra fede personale e celebrazione del Sacramento del matrimonio, soprattutto nel mutato contesto culturale”. Il Papa ha rammentato che “prendersi cura dell’integrità della fede è un compito molto delicato” affidato alla Congregazione. Compito, ha precisato, “sempre in collaborazione con i pastori locali e con le Commissioni dottrinali delle Conferenze episcopali”. Ciò, ha affermato, “serve a salvaguardare il diritto di tutto il Popolo di Dio a ricevere il deposito della fede nella sua purezza e nella sua integralità”. 







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Papa Francesco: se perdiamo il senso di Dio, il peggiore dei peccati ci appare una piccolezza

Quando viene meno la presenza di Dio tra gli uomini, “si perde il senso del peccato” e così può accadere di far pagare ad altri il prezzo della nostra “mediocrità cristiana”. Lo ha affermato oggi Papa Francesco all’omelia della Messa mattutina in Casa Santa Marta. Chiediamo a Dio, ha esortato il Papa, la grazia che in noi non diminuisca mai la presenza “del suo Regno”. Il servizio di Alessandro De Carolis:

http://media01.radiovaticana.va/imm/1_0_769097.JPGUn peccato grave, come ad esempio l’adulterio, derubricato a “problema da risolvere”. La scelta che compie il re Davide, narrata nella prima Lettura di oggi, diventa lo specchio davanti al quale Papa Francesco pone la coscienza di ogni cristiano. Davide si invaghisce di Betsabea, moglie di Uria, un suo generale, gliela prende e spedisce il marito in prima linea in battaglia, causandone la morte e di fatto perpetrando un assassinio. Eppure, adulterio e omicidio non lo scuotono più di tanto. “Davide si trova davanti a un grosso peccato, ma lui non lo sente peccato”, osserva il Papa. “Non gli viene in mente di chiedere perdono. Quello che gli viene in mente è: ‘Come risolvo questo?’”:

“A tutti noi può accadere questa cosa. Tutti siamo peccatori e tutti siamo tentati e la tentazione è il pane nostro di ogni giorno. Se qualcuno di noi dicesse: ‘Ma io mai ho avuto tentazioni’, o sei un cherubino o sei un po’ scemo, no? Si capisce… E’ normale nella vita la lotta e il diavolo non sta tranquillo, lui vuole la sua vittoria. Ma il problema – il problema più grave in questo brano – non è tanto la tentazione e il peccato contro il nono comandamento, ma è come agisce Davide. E Davide qui non parla di peccato, parla di un problema che deve risolvere. Questo è un segno! Quando il Regno di Dio viene meno, quando il Regno di Dio diminuisce, uno dei segni è che si perde il senso del peccato”.

Ogni giorno, recitando il “Padre Nostro”, noi chiediamo a Dio “Venga il Tuo Regno…”, il che – spiega Papa Francesco – vuol dire “cresca il Tuo Regno”. Quando invece si perde il senso del peccato, si perde anche “il senso del Regno di Dio” e al suo posto – sottolinea il Papa – emerge una “visione antropologica superpotente”, quella per cui “io posso tutto”:


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Méditations sur huit jours pour nous préparer à la solennité du Cœur de Marie

(du vendredi 31 janvier au vendredi 7 février)


Vendredi 31 janvier 2014
PREMIERE MÉDITATION.

Que le Coeur de la bienheureuse Vierge est notre Soleil, notre Trésor et notre Asile.

Premier point.

Considérez que notre très bon Sauveur nous a donné le Coeur très bénin de sa divine Mère, comme un divin soleil, pour nous éclairer dans les ténèbres de la terre, pour nous échauffer dans les froidures de l'hiver de cette vie mortelle, pour nous réjouir et consoler dans les tristesses et douleurs des misères de ce monde, et pour nous vivifier et fortifier dans les langueurs et faiblesses de la fragilité humaine. Grâces infinies au Soleil adorable de l'éternité, qui est Jésus, de nous avoir donné cet aimable soleil !

O Mère d'amour, puisque votre Fils bien-aimé nous a donné votre Coeur maternel pour être notre soleil, éclairez nos esprits de vos célestes lumières: afin qu'en connaissant parfaitement ce-même Jésus, nous lui rendions le service, l'honneur et l'amour que nous lui devons; qu'en connaissant l'horreur du péché, nous l'ayons en abomination; qu'en connaissant le monde, nous nous en détachions ; et qu' en nous connaissant nous-mêmes, nous nous méprisions.
Faites-nous participants des célestes chaleurs de votre sainte charité, afin que nous aimions Dieu par-dessus toutes choses, et notre prochain comme nous-mêmes.
Consolez-nous dans nos désolations, fortifiez-nous dans nos faiblesses, et que votre saint Coeur soit le vrai soleil de nos coeurs.

Second point.

Considérez que notre très bénin Sauveur nous a donné le sacré Coeur de sa bienheureuse Mère, comme un Trésor inestimable d'une infinité de biens. Car si saint Chrysostome, parlant du coeur très charitable de saint Paul, dit que c'est une fontaine d'un nombre innombrable de biens: Fons innumerorum bonorum, pour les chrétiens qui invoquent ce divin Apôtre, que doit-on dire du Coeur incomparable de la Reine des Apôtres?
C'est un trésor qui renferme en soi des richesses immenses. Car la bienheureuse Vierge a conservé dans son Coeur, pendant qu'elle était en la terre, et y conservera éternellement dans le ciel, tous les mystères de la vie du Rédempteur: mystères qui sont le prix de notre rédemption, et qui sont les sources de la sanctification de Église militante, de la glorification de l'Église triomphante, et de la consolation de l'Église souffrante.
C'est un trésor qui conserve en soi toutes les grâces que notre Sauveur nous a méritées et acquises, par tous les travaux et souffrances de sa vie mortelle et passible sur la terre. A raison de quoi elle est appelée par les Saints : le trésor admirable de l'Église ; la trésorière des grâces de Dieu ; le très saint trésor de toute sainteté ; et le trésor du salut. Car notre Sauveur a déposé dans son sein et dans son Coeur tous les trésors de ses grâces, pour nous les attribuer par son entremise. Ce qui fait dire à saint Bernard, qu'il n'en donne aucune à personne qui ne passe par les mains de cette Mère de grâce.

Oh! quel sujet de joie pour nous de posséder un si riche trésor! Oh! quelle obligation avons-nous d'en remercier notre très bénin Rédempteur! Mais si nous voulons jouir des biens inconcevables qui sont pour nous dans ce précieux trésor, ayons soin d'y rendre les honneurs et les louanges que nous devons, et d'y avoir recours avec respect et confiance dans nos besoins. Nous y trouverons de quoi payer toutes nos dettes, de quoi satisfaire à toutes nos obligations, de quoi pratiquer toutes les vertus chrétiennes, de quoi faire saintement toutes nos actions, et de quoi honorer et aimer Dieu dignement.

Troisième point.

Considérez que notre très aimable Jésus nous a donné le divin Coeur de sa glorieuse Mère, comme une Tour inébranlable, une forteresse inexpugnable, et un très puissant asile dans lequel nous puissions nous réfugier
pour nous mettre à couvert contre les efforts des ennemis de notre salut. Ayez-y donc recours dans toutes les attaques des tentations du monde, de la chair et du démon. Car c'est un Coeur si rempli de bonté pour toutes sortes de personnes, que jamais il n'a rebuté aucun de tous ceux qui ont imploré son secours dans leurs nécessités. Ne craignez point, il ne commencera pas par vous; retirez-vous confidemment dans cet aimable asile, et vous sentirez les effets de sa protection.

ORAISON JACULATOIRE.--O Cor Mariae, turris fortissima, protege nos semper ! (O Cœur de Marie, qui es une tour forte, protège-nous toujours !)


Samedi 1er février 2014
SECONDE MÉDITATION.

Que le Coeur de la bienheureuse Vierge est notre Règle, notre Coeur, et une Fontaine de vin, de lait et de miel, et notre Oracle.

Premier point.

Considérez que notre souverain Législateur nous a donné le Coeur auguste de sa glorieuse Mère, comme une sainte Règle, qui vous fera saint si vous la gardez fidèlement : règle de la vie céleste que vous devez mener; règle des moeurs et des qualités saintes dont vous devez vous revêtir; règle de toutes les maximes évangéliques que vous avez à suivre; règle des saintes dispositions avec lesquelles il faut faire toutes vos actions; règle des sentiments et affections qui doivent être dans votre coeur; règle de toutes vos pensées, paroles et actions; en un mot, règle de votre vie intérieure et extérieure.
Rendez grâce à cet adorable Législateur de vous avoir donné une règle si sainte, si aimable, si douce et si facile; car elle est toute d'amour. Vous devez mettre votre joie et vos délices à la garder, puisque cette règle n'est autre chose que le Coeur tout aimable et tout amour de votre bonne Mère, qui ne manquera pas de vous obtenir de Dieu toutes les grâces convenables pour l'observer fidèlement. Mais il est nécessaire que, de votre coté, vous jetiez souvent les yeux de votre esprit sur cette divine règle, et que vous l'étudiiez soigneusement, afin de la garder exactement.

Second point.

Considérons que le Fils de Dieu nous a donné le très saint Coeur de sa très chère Mère, qui n'est autre que le sien, pour être notre vrai Coeur, afin que les enfants n'aient qu'un coeur avec leur Père et leur Mère; et que les membres n'aient point d'autre coeur que celui de leur chef adorable; et que nous servions, adorions et aimions Dieu avec un Coeur qui soit digne de sa grandeur infinie: Corde magno et animo volenti (avec amour et de grand cœur) ; avec un Coeur tout pur et tout saint; et que nous chantions ses divines louanges, et fassions toutes nos autres actions, en l'esprit, en l'amour, en l'humilité et en toutes les autres saintes dispositions de ce même Coeur. Mais afin que cela soit ainsi, il est nécessaire qu'au commencement de nos actions, nous renoncions entièrement à notre propre coeur, c'est-à-dire à notre propre esprit, à notre amour-propre et à notre propre volonté, et que nous nous donnions à Notre-Seigneur, pour nous unir à l'amour de son Coeur et du Coeur de sa très sainte Mère. Travaillons donc à nous défaire de ce coeur terrestre, malin et dépravé, et nous aurons un Coeur tout céleste, tout saint et tout divin.

Troisième point.

Considérons que notre très doux Jésus nous a donné le très bénin Coeur de sa précieuse Mère, comme une Fontaine de vin, de lait et de miel, dans laquelle nous puisions la charité, la douceur et la mansuétude avec laquelle nous devons converser les uns avec les autres; et qu'il nous l'a donné aussi comme un divin Oracle que nous puissions consulter, dans nos doutes et perplexités, pour connaître ses adorables volontés afin de les suivre de tout notre coeur.
O Mère d'amour, attachez nos coeurs avec votre Coeur maternel, si intimement, que jamais ils n'en soient séparés, et que les coeurs des enfants n'aient point d'autres sentiments que ceux du sacré Coeur de leur très bonne Mère.

ORAISON JACULATOIRE. ---Regina cordis nostri, diriqe cor nostrum in aeternum! (Reine de notre cœur, dirige notre cœur à jamais !)


Dimanche 2 février 2014
TROISIEME MÉDITATION.

Que le Coeur sacré de la bienheureuse Vierge est le Sanctuaire des passions humaines.

Premier point.

Considérez qu'il y a onze passions qui ont leur siège dans le coeur humain, à savoir: l'amour et la haine, le désir et l'aversion, la joie et la tristesse, l'espérance et le désespoir, la hardiesse et la crainte, avec la colère.
Adorez toutes ces passions dans le divin Coeur de notre Sauveur, là où, selon les Théologiens, elles étaient toutes déifiées par l'union hypostatique et par la grâce sanctifiante qui y règnait parfaitement. Rendez-lui grâces de la gloire qu'il a rendue à son Père par le très saint usage qu'il en a fait. Offrez à ce Père adorable tout l'honneur que son Fils lui a rendu par ce moyen. Donnez votre coeur à Jesus, avec toutes les passions qui y sont résidentes; et le suppliez de les unir aux siennes, de les bénir et sanctifier par les siennes, et de vous donner toutes les grâces dont vous avez besoin pour l'imiter dans le saint usage qu'il en a fait.

Second point.

Considérez que ces mêmes passions ont eu leur résidence dans l'aimable Coeur de la bienheureuse Vierge, dans lequel elles étaient si parfaitement assujetties à la raison, et à l'Esprit de Dieu qui la possédait entièrement, que jamais elles n'ont eu aucun mouvement que par son ordre et par sa conduite. Elle n'a jamais eu d'amour que pour Dieu et pour les choses que Dieu aime. Elle n'a point eu de haine ni d'aversion, que pour les choses qui sont l'objet de la haine de Dieu. Elle ne s'est réjouie que de celles qui plaisent à sa divine Majesté. Rien n'a été capable de lui donner aucune tristesse, que ce qui a pu contrister son Fils bien-aimé. Elle n'a point eu d'autre crainte que la crainte filiale qu'elle avait de penser, de dire, on de faire quelque chose qui ne fût pas agréable à Dieu. Elle n'a point eu d'autre désir, sinon d'accomplir en tout et partout sa très adorable volonté: Toute son espérance était en Dieu seul. On ne peut point douter que son Coeur n'ait été animé d'une sainte hardiesse et d'une merveilleuse générosité pour entreprendre et pour faire les choses du monde les plus grandes et les plus difficiles, qui regardaient le service de Dieu. Elle a bien connu aussi qu'elle ne pouvait rien d'elle-même, ce qui l'a tenue continuellement dans une profonde humiliation et dans une grande défiance de soi-même, n'ayant jamais cru ni espéré de pouvoir faire par ses propres forces aucune chose pour la gloire de sa divine Majesté.

Voilà pourquoi nous devons honorer le Coeur très auguste de la Mère de Dieu, comme le sanctuaire de toutes les passions, puisqu'elles y ont été toutes sanctifiées d'une manière très excellente, et qu'elles n'y ont eu aucun mouvement que celui qu'elles ont reçu du Saint-Esprit, dont elles étaient animées et possédées beaucoup plus parfaitement qu'on ne peut pas s'imaginer. Offrez à Dieu tout l'honneur que cette sacrée Vierge lui a rendu par ce très saint usage qu'elle a fait de ces mêmes passions, et la priez de vous obtenir toutes les grâces nécessaires et convenables pour vous rendre semblable en ceci à votre divine Mère, par une fidèle imitation.

Troisième point.

Faites un exact et soigneux examen sur toutes vos passions, pour en connaître les dérèglements, afin de vous en humilier et d'en demander pardon à Dieu, de prier Notre-Seigneur et sa très sainte Mère de les réparer, et de prendre possession de votre coeur et de toutes ses passions, afin d'en faire eux-mêmes, en vous et avec vous, l'usage que vous en devez faire pour le pur amour et pour la seule gloire de la très sainte Trinité.

ORAISON JACULATOIRE.-- Magnificat anima mea Cor admirahile Jesu et Mariae ! (mon âme exalte le merveilleux Cœur de Jésus et de Marie !)


Lundi 3 février 2014
QUATRIEME MÉDITATION.

Que le Coeur de la bienheureuse Vierge est le règne et le trône de toutes les Vertus.

Premier point.

Le Saint-Esprit ayant regardé la très sacrée Vierge, dès le moment de sa Conception immaculée, comme
celle qui était choisie de toute éternité pour être la Mère de Dieu, il a mis dans son Coeur les trois vertus théologales, la foi, l'espérance et la charité; les quatre vertus cardinales, la prudence, la justice, la tempérance et la force; et toutes les autres vertus, la religion, l'humilité, l'obéissance, la patience, la mansuétude, la pureté, etc. Et il a mis toutes ces vertus dans ce Coeur virginal, en un degré proportionné à la qualité et à la grâce de Mère de Dieu. A raison de quoi cette Vierge admirable a possédé toutes ces vertus, dès le premier instant de sa vie, dans une plus haute perfection que les plus grands Saints ne les ont eues à la fin de leurs jours.
Toutes ces vertus ont toujours demeuré dans le Coeur de la Mère de Dieu, durant tout le cours de sa vie, et de moment en moment elles y recevaient de nouveaux accroissements. De sorte qu'il n'y a point d'esprit qui puisse comprendre à quel degré de perfection elles étaient arrivées lorsqu'elle est sortie de ce monde pour aller au ciel
O Reine des vertus, que mon coeur a de joie de voir que le vôtre est plus rempli de grâce et de sainteté, et possède toutes les vertus à un plus haut point, que tous les Anges et tous les Saints du paradis! O mon Jésus, je vous rends grâces infinies d'avoir renfermé dans le bienheureux Coeur de votre sainte Mère tout ce qu'il y a de plus rare, de plus saint et de plus agréable dans tous les coeurs qui sont consacrés à votre amour.

Second point.

Non seulement toutes les vertus ont fait leur demeure dans le Coeur divin de la Mère du Sauveur; mais encore elles y ont établi leur règne et leur trône d'une manière très sublime dès le premier moment de sa vie. Car elles étaient régnantes en souverain degré sur toutes les facultés de son âme, sur ses pensées, paroles, actions, et sur tous ses sens intérieurs et extérieurs; et conséquemment elles y faisaient régner Dieu beaucoup plus parfaitement et plus glorieusement que dans le ciel empyrée. Elles y faisaient régner la toute-puissance du Père éternel, par les choses admirables qu'elles y opéraient continuellement1. Elles y faisaient régner la sagesse infinie du Fils de Dieu, par les lumières immenses qu'elles lui communiquaient. Elles y faisaient régner l'amour et la bonté du Saint-Esprit, par les feux et les flammes très ardentes dont elles l'embrasaient.

Gloire immense et infinie au Père, au Fils et au Saint-Esprit, d'avoir établi dans ce Coeur royal de la Reine du ciel le trône de toutes les vertus et le règne souverain de leur gloire incompréhensible. Oh! qu'il est bien juste de rendre tous les honneurs et toutes les louanges possibles à ce Coeur incomparable, dans lequel et par lequel la très sainte Trinité est en quelque manière infiniment plus glorifiée que dans tous les coeurs du ciel et de la terre!

_________________________
1 Luc. I, 49.


Troisième point.

Considérez que la bienheureuse Vierge étant notre Mère, et ayant l'honneur d'être ses enfants, quoique infiniment indignes, nous devons porter en nous sa ressemblance, autant qu'il est possible. Par conséquent nous devons nous efforcer d'imprimer dans nos coeurs une image vivante des vertus qui règnent dans son Coeur.
Pour cet effet, faisons une soigneuse et diligente revue sur l'état de notre coeur, afin de reconnaître combien il est éloigné des vertus et de la sainteté du Coeur de notre divine Mère, et de nous en humilier et confondre devant Dieu et devant elle, et de prendre une forte résolution de commencer tout de bon à graver dans ce même coeur la ressemblance des perfections du divin Coeur de la Reine des Anges.

ORAISON JACULATOIRE.--O Cor Mariae, thronus omnium virtutum, regna super cor nostrum in aeternum! (O Coeur de Marie, trône de toutes les vertus, règne sur notre coeur à jamais!)


Mardi 4 février 2014
CINQUIEME MÉDITATION.

Que le Coeur de la bienheureuse Vierge est le Centre de l'Humilité.

Premier point.

Considérez que l'humilité est dans le Coeur de la très sacrée Vierge comme dans son centre. Car, étant le fondement de toutes les vertus, elle y a pris la première place dès le moment de sa conception immaculée; et elle y a toujours trouvé son repos et sa complaisance, n'y ayant jamais été attaquée ni troublée par ses ennemis, parce qu'elle y est établie sur quatre fondements inébranlables. Le premier est la connaissance parfaite que cette Vierge très humble avait d'elle-même; d'autant qu'elle savait très bien que Dieu l'ayant tirée de l'abîme du néant, comme les autres créatures, elle n'était rien, n'avait rien et ne pouvait rien d'elle-même. Elle savait très bien aussi qu'étant fille d'Adam, elle aurait été conçue en péché originel, si Dieu ne l'en avait préservée, et par conséquent qu'elle aurait été capable de tous les péchés dont le péché originel est la source.
Le second fondement de son humilité est la connaissance qu'elle avait de tous les dons, grâces et privilèges innombrables dont Dieu l'avait remplie, et de la dignité infinie de Mère de Dieu dont il l'avait honorée; et qu'elle était très bien instruite de la règle que le Saint-Esprit donne à tous les hommes, en ces paroles: Quanto magnus es, humilia te in omnibus (est grand celui qui est humble en toutes choses), qui marquent, dit saint Augustin, que l'humilité de la créature doit être mesurée sur les faveurs qu'elle reçoit de son Créateur. C'est pourquoi cette grâce infinie de Mère de Dieu obligeait cette bienheureuse Vierge à s'humilier infiniment.
Le troisième fondement est qu'elle savait très bien que la souveraine et infinie grandeur de Dieu demande un abaissement infini de la part de la créature. A raison de quoi le zèle infiniment ardent qu'elle avait pour l'honneur et la gloire de son Dieu, la portait à s'humilier infiniment devant sa divine Majesté.
Le quatrième fondement est que, voyant son Fils bien-aimé plongé dans un abîme de mépris, d'ignominies et de confusions, pour l'amour des hommes, mais beaucoup plus pour l'amour d'elle que pour l'amour de tous les autres enfants d'Adam; et voulant s'abaisser au-dessous de lui, elle s'abîmait dans des anéantissements qui n'avaient ni fond ni mesure. Et c'est ainsi que son Coeur était le centre de l'humilité.
O Vierge très humble, c'est à vous qu'il appartient de briser la tête du serpent, qui est l'orgueil; écrasez le donc entièrement dans mon coeur, et me rendez participant de vos divines lumières, afin que je connaisse les sujets infinis que j'ai de vous imiter en votre sainte humilité.

Second point.

Considérez les effets prodigieux que l'humilité de la sainte Vierge a opérés dans son Coeur, qui sont cinq principaux:
Le premier est que Dieu l'ayant élevée au plus haut point d'honneur où puisse jamais arriver une pure créature, elle n'en a conçu aucune estime d'elle-même, mais s'est toujours abaissée en toutes sortes d'occasions.
Le second est qu'ayant demeuré ferme et constante parmi les ignominies et opprobres qu'elle a soufferts en la Passion de son Fils, et son âme n'ayant point perdu sa paix lorsqu'elle fut transpercée du glaive de douleur, elle fut néanmoins troublée lorsqu'elle entendit les louanges que saint Gabriel lui donna, qui lui furent plus insupportables que toutes les confusions qu'on lui aurait pu faire.
Le troisième effet est qu'ayant entendu les louanges et les bénédictions dont sainte Élisabeth la combla, en la visite qu'elle lui rendit, non seulement elle ne s'en attribua aucune chose, mais elle en renvoya toute la gloire à Dieu, dans son divin Cantique.
Le quatrième est qu'elle savait si bien cacher les faveurs extraordinaires qu'elle recevait de la divine Bonté, qu'il fut nécessaire que Dieu envoyât un Ange exprès à saint Joseph, pour lui faire connaître le mystère qu'elle ne pouvait se résoudre de lui manifester.
Le cinquième est que, non seulement elle ne dédaignait point, mais qu'elle aimait et recherchait la compagnie des pauvres, des pécheurs et pécheresses, et autres personnes qui semblaient les plus méprisables; et qu'après l'Ascension de son Fils, elle se rangeait ordinairement au plus bas lieu dans l'assemblée des fidèles, se mettant la dernière de toutes les femmes.
Oh ! quelle gloire vous avez rendue à Dieu, très humble Vierge, par votre très profonde humilité! Louanges
éternelles vous soient rendues! Oh! que j'ai un grand désir de vous imiter en cette sainte vertu. Obtenez-moi, s'il vous plaît, de votre Fils toutes les grâces dont j'ai besoin à cette fin.

Troisième point.

Examinez-vous soigneusement sur toutes les fautes que vous faites contre l'humilité, en vos pensées, en vos affections, en vos paroles, en vos actions et en tout votre intérieur et extérieur. Demandez-en pardon à Dieu; prenez une forte résolution de vous en séparer, et priez instamment la très sacrée Vierge de vous obtenir cette grâce.

ORAISON JACULATOIRE.-- O Cor Mariae, centrum humilitalis, intercede pro nobis.(O cœur de Marie, centre de l’humilité, intercède pour nous !)


Mercredi 5 février 2014
SIXIEME MÉDITATION.

Que le Coeur de la bienheureuse Vierge est le Trésor des Dons du Saint-Esprit.

Premier point.

Après avoir considéré et révéré le Coeur auguste de la Reine du ciel comme le plus haut trône de toutes les vertus, nous avons maintenant à le contempler et honorer comme le plus riche trésor du Saint-Esprit, dans lequel il a renfermé des richesses immenses et inestimables, et entre autres sept grâces incomparables qu'on appelle communément les sept dons du Saint-Esprit: le don de sagesse et d'intelligence, le don de conseil et de force, le don de science et de piété, et le don de la crainte du Seigneur.
Il y a cette différence entre les vertus morales et les dons du Saint-Esprit, que les susdites vertus sont données aux puissances de nos âmes, pour les incliner à se rendre dociles et obéissantes aux lumières et aux commandements de la raison prévenue par la grâce; mais les dons du Saint-Esprit sont des qualités et des perfections infuses, avec la grâce sanctifiante qu'ils accompagnent partout, pour nous disposer à correspondre promptement à toutes les inspirations divines et à toutes les motions intérieures du Saint-Esprit, et à le suivre partout où il nous appelle. Ce sont des habitudes saintes qui sont ordonnées de Dieu pour élever nos âmes à une plus haute perfection que celle qui procède ordinairement des vertus, et pour nous fortifier dans les rencontres où les vertus seraient trop faibles pour surmonter les difficultés qui se présentent.
Tous ces dons du Saint-Esprit ont été, avec celui qui en est l'auteur et la source, dans le Coeur de la bienheureuse Vierge, dès le moment de sa conception immaculée, et dans un degré conforme à la dignité de Mère de Dieu à laquelle elle était destinée.

Considérons les effets que ces dons ont opérés dans ce Coeur virginal.
Le don de sapience répandait dans son Coeur une si claire connaissance, et y gravait une si haute estime et un amour si ardent pour Dieu, qu'elle mettait tout son contentement et toute sa joie à contempler ses adorables perfections, et à s'occuper des choses divines et éternelles, dont la vue faisait tous les délices de son âme. A raison de quoi elle avait un grand mépris de la sagesse du monde, qui n'est que folie, et de toutes les choses terrestres et temporelles.
Par le don d'intelligence, elle avait plus de connaissance de tous les secrets et mystères des divines Écritures, tant de l'ancien que du nouveau Testament, que tous les saints Docteurs n'en ont eu ni n'en auront jamais.

Le don de conseil lui faisait prendre des résolutions très fortes et très constantes de suivre les lumières que le Saint-Esprit lui donnait par les dons de sapience et d'intelligence. Le don de force imprimait dans son Coeur une très grande défiance d'elle-même, et l'attachait à Dieu comme à celui dans lequel elle mettait toute sa confiance et sa force, en vertu de laquelle elle surmontait généreusement, pour l'amour de lui, toutes les difficultés et les obstacles qui se rencontraient en sa voie, et elle portait constamment toutes les persécutions et tribulations qui lui arrivaient.
Offrez à Dieu toute la gloire que cette divine Vierge lui a rendue par le très saint usage qu'elle a fait de ces quatre dons, et la priez de vous en rendre participant.

Second point.

Considérons les effets que les dons de science, de piété et de crainte ont opérés dans le Coeur de la bienheureuse Vierge.
Le don de science lui donnait la connaissance des choses créées,et lui inspirait l'usage qu'elle en devait faire. Par le moyen de ce don elle connaissait le prix inestimable des âmes, créées à l'image de Dieu: ce qui lui donnait un zèle très ardent pour notre salut.
Le don de piété lui gravait dans le Coeur l'amour et les tendresses d'une véritable Mère, au regard de tous ses enfants, et la remplissait d'une douleur et compassion très sensible au sujet de toutes leurs misères et afflictions, pour le soulagement desquelles elle offrait à sa divine Majesté, avec une grande ferveur, tout ce qu'elle pouvait faire et souffrir.
Le don de la crainte filiale remplissait son Coeur d'une grande appréhension de rien faire, dire ou penser qui fût moins agréable à Dieu, et un très grand désir d'accomplir en tout et partout toutes ses saintes volontés, pour sa seule gloire et pour son unique contentement.
O Esprit adorable, grâces immortelles vous soient rendues d'avoir ainsi enrichi le très aimable Coeur de votre divine Épouse de tous les trésors de votre infinie bonté!

Troisième point.

Considérez que le Saint-Esprit a un désir très ardent de répandre dans votre coeur une participation de tous les dons dont il a rempli le Coeur de votre divine Mère. Humiliez-vous et lui demandez pardon de tous les empêchements que vous y avez apportés; et prenez une forte résolution d'éviter désormais toutes les choses qui peuvent s'y opposer; et priez la très sacrée Vierge de vous faire part des saintes dispositions de son Coeur au regard de ces mêmes dons.

ORAISON JACULATOIRE.--O Cor Mariae, thesaure sanctitatis, intercede pro nobis ! (O Cœur de Marie, Trésor de la sainteté, intercèse pour nous !)


Jeudi 6 février 2014
SEPTIEME MÉDITATION.

Que le Coeur de la bienheureuse Vierge est le sacré Jardin des Fruits du Saint-Esprit.

Premier point.

Considérez que l'aimable Coeur de la Mère de Dieu est ce jardin fermé dont il est fait mention au chapitre
quatrième des Cantiques : Jardin fermé au serpent et à tout ce qui déplaît à Dieu, et qui n'est ouvert qu'au Saint-Esprit, qui y produit des fruits innombrables : entre lesquels il y en a douze principaux, qui diffèrent des dons du Saint-Esprit, en ce que les dons sont de saintes et vertueuses habitudes qui disposent les âmes chrétiennes à suivre promptement les inspirations du Saint-Esprit; mais les fruits sont les actes de ces mêmes habitudes et les actions de vertu que nous pratiquons par le mouvement du Saint-Esprit, avec tant de perfection et d'amour vers Dieu, que nous le faisons avec joie et allégresse.
Voici ces douze fruits du Saint-Esprit: la charité, la joie, la paix, la patience, la longanimité, la bonté, la bénignité, la mansuétude, la foi, la modestie, la continence et la chasteté. Considérez les effets des six premiers fruits dans le Coeur de la glorieuse Vierge.
Par la charité, il était détaché entièrement de tout ce qui n'est point Dieu, et était attaché très intimement et très uniquement à sa divine Majesté. La joie le remplissait d'allégresse dans toutes les choses que la Mère d'amour faisait pour le service et pour la gloire de Dieu. La paix maintenait son Coeur très généreux dans une très profonde tranquillité, au milieu de tous les orages et tempêtes dont elle se trouvait souvent assaillie. La patience le soutenait dans les souffrances innombrables qu'elle a portées. La longanimité lui faisait attendre avec un grand courage les choses grandes qu'elle espérait de la divine libéralité. La bonté incomparable dont il était rempli le rendait incapable d'avoir la moindre pensée de nuire à personne, non pas même à ses cruels ennemis, et le poussait continuellement à vouloir du bien à tous.
Réjouissez-vous de voir tant de grandes et merveilleuses perfections dans le Coeur de votre très bonne Mère. Rendez grâces au Saint Esprit de les avoir imprimées dans son Coeur, et le priez de nous en rendre participants.

Second point.

Considérez les effets des six autres fruits du Saint-Esprit dans le Coeur de la Reine des Anges.
La bénignité la rendait douce et affable à tout le monde, et la disposait à faire tout le bien qui lui était possible à un chacun. La mansuétude fermait les portes à tous les mouvements d'aigreur et d'impatience, et détrempait de lait et de miel tout son intérieur. La foi, ou plutôt la fidélité, la remplissait de vérité, de naïveté et de franchise, et la rendait très fidèle et très exacte en l'accomplissement de toutes ses promesses. La modestie ne souffrait point qu'on aperçut en elle la moindre ombre du faste et de la vanité mondaine; mais cette sainte vertu était dépeinte sur son visage et sur son extérieur avec tant de perfection, qu'on l'eût prise pour un ange visible et même pour une divinité, au rapport de saint Denys, si les règles de la foi ne s'y fussent opposées.

La continence régnait sur son Coeur et sur tous ses sens intérieurs et extérieurs si absolument, qu'ils ne suivaient aucun instinct que celui du Saint-Esprit. La chasteté la revêtait d'une pureté si admirable, qu'elle la rendait digne d'être la Mère du Saint des saints et la Reine des Séraphins.
O Mère de mon Dieu, mon coeur est ravi de joie de voir le votre si éclatant en toutes sortes de perfections, qu'il est incomparablement plus digne d'honneur et de louanges que tous les coeurs des Anges et des Saints. Louanges éternelles en soient rendues au Roi de tous les coeurs !

Troisième point.

Adorez le désir infini que le Saint-Esprit a d'imprimer dans votre coeur une image de tous les fruits qu'il a produits dans le Coeur de sa divine Épouse. Demandez-lui pardon de tous les obstacles que vous y avez apportés.
Prenez une puissante résolution de correspondre aux desseins de sa bonté sur vous, par une soigneuse imitation des qualités de l'aimable Coeur de votre divine Mère.

ORAISON JACULATOIRE. -- O Cor Jesu et Mariae, cordis fidelis regula, regna super cor nostrum in aeternum ! (O Cœur de Jésus et de Marie, règle fidème du cœur, règne sur notre cœur à jamais !)


Vendredi 7 février 2014
HUITIEME MÉDITATION.

Que le Coeur de la bienheureuse Vierge est le Paradis des huit Béatitudes.

Premier point.

Considérez que le Coeur bienheureux de la Mère du Sauveur est le paradis délicieux des huit béatitudes Évangéliques, qui sont semblables aux fruits du Saint-Esprit, en ce que les uns et les autres sont des actes des habitudes vertueuses qui sont infuses dans nos âmes avec la grâce sanctifiante; mais ils diffèrent en ce que les béatitudes sont des actes parfaits et éminents de plusieurs vertus, par lesquels le Saint-Esprit élève les âmes à une plus haute perfection que n'est celle des fruits du même Saint-Esprit.
Toutes les béatitudes ont été dans le Coeur de la Mère de Dieu, par l'infusion du Saint-Esprit, dès le moment de sa conception immaculée, et en plus haute perfection qu'elles n'ont jamais été dans les coeurs des plus grands Saints. Considérez et honorez dans ce merveilleux Coeur les quatre premières béatitudes qui sont:
Premièrement: Bienheureux les pauvres d'esprit, car à eux appartient le royaume des cieux 2. Cette béatitude contient deux choses. L'humilité et l'amour de la pauvreté, qui ont été en souverain degré dans le Coeur de la Reine du ciel; Coeur le plus humble de tous les coeurs, après celui de Jésus; Coeur qui a tant eu d'amour pour la pauvreté, que la bienheureuse Vierge a révélé à sainte Brigitte qu'elle en avait fait vœu.
Voici la seconde béatitude: Bienheureux les débonnaires 3! Qui est-ce qui pourrait exprimer la douceur et la débonnaireté de ce Coeur très bénin ? 

Voici la troisième: Bienheureux ceux qui pleurent 4! O très aimable Vierge, qui pourrait compter tous les traits de douleur qui ont transpercé votre bénin Coeur ? Oh ! quels torrents de larmes sont sortis de vos yeux, et des larmes même de sang au dire de quelques Saints !
La quatrième béatitude: Bienheureux ceux qui ont faim, et qui ont soif de la justice 5! La justice en ce lieu comprend toutes les vertus chrétiennes, et toutes les actions saintes par lesquelles on peut servir et glorifier Dieu. Pour connaître la faim insatiable et la soif extrême que la Vierge Mère avait de tous les moyens dont elle se pouvait servir pour honorer Dieu, il faudrait comprendre le très grand amour dont son Coeur était embrasé pour sa divine Majesté, et le zèle très ardent qu'elle avait pour sa gloire.
O ma toute bonne et toute aimable Mère, je vous donne mon coeur: unissez-le, s'il vous plaît, avec le vôtre, quoiqu'il en soit infiniment indigne, et y gravez une image parfaite de votre charité, de votre humilité, de votre amour pour la pauvreté, et de la soif que vous avez eue de toutes les vertus.


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2 Matth. V, 3. 
3 Matth. V, 4. 
4 Matth. V, 5. 
5 Matth. V, 6.

Second point.

Contemplez et honorez les autres béatitudes dans le Coeur de la bienheureuse Vierge, dont voici la cinquième: Bienheureux les miséricordieux 6! Cette béatitude comprend deux sortes de personnes. Premièrement, ceux qui, pour l'amour de Dieu, oublient facilement les injures qu'on leur a faites. Secondement, ceux qui, étant remplis de compassion des misères corporelles et spirituelles du prochain, s'efforcent de le secourir selon tout leur pouvoir O Mère de miséricorde, c'est ce que vous avez fait durant tout le cours de votre vie, avec plus de perfection que tous les Saints qui ont jamais été et seront au monde; et c'est ce que vous faites encore continuellement, n'y ayant aucune créature en tout l'univers qui ne sente les effets de votre miséricorde.
La sixième béatitude: Bienheureux ceux qui ont le coeur pur 7! Oh quelle pureté de votre très saint Coeur, Reine des vierges, dans lequel jamais aucun péché, ni originel ni actuel, n'a eu aucune part, et qui a été rempli d'une plus haute sainteté, dès le moment de votre conception immaculée, que tous les coeurs ensemble des Anges et des Saints !
La septième béatitude: Bienheureux les pacifiques 8! C'est par vous, ô Reine de paix, que le Dieu de paix et d'amour nous a été donné, qui a apporté la paix du ciel en la terre. C'est par vous que les schismes et hérésies qui divisent et déchirent la sainte robe de votre Fils bien-aimé, sont anéanties. C'est par votre entremise que la véritable paix est donnée aux hommes de bonne volonté, c'est-à-dire à ceux qui renoncent de tout leur coeur à leur propre volonté, et qui n'en veulent point avoir d'autre que celle de Dieu.
Voici la huitième béatitude: Bienheureux ceux qui souffrent persécution pour la justice 9! Pour connaître toutes les persécutions que la Mère du Sauveur a souffertes en ce monde, il faudrait comprendre celles que son Fils bien-aimé y a endurées, qui sont innombrables et incompréhensibles. C'est pour nous, que votre Fils Jésus, et vous sa très digne Mère, avez été le but et le blanc d'une infinité de mépris, d'injures, d'opprobres, d'outrages, de calomnies et de cruautés inénarrables. Oh ! c'est aussi pour l'amour de vous que nous voulons embrasser toutes les afflictions et persécutions qui nous arriveront jamais.
Grâces infinies au Saint-Esprit d'avoir mis toutes ces béatitudes dans votre Coeur ! Priez-le, s'il vous plaît, très douce Vierge, qu'il nous en rende participants, et qu'il nous fasse la grâce de mettre toute notre joie, notre béatitude et notre paradis où vous l'avez mis durant que vous avez été en la terre, c'est-à-dire à servir, aimer et glorifier la divine Majesté.


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6 Ibid., 7. 
7 Ibid., 8.
8 Ibid., 9. 
9 Ibid., 10. 

ORAISON JACULATOIRE. -- O Cor Jesu et Mariae, cordis nostri gaudium ! (O Cœur de Jésus et de Marie, la joie de notre cœur !)


AVE COR

Je vous salue, ô Coeur très saint,
Je vous salue, ô Coeur très bénin,
Je vous salue, ô Coeur très humble,
Je vous salue, ô Coeur très pur,
Je vous salue, ô Coeur très dévot,
Je vous salue, 6 Coeur très sage,
Je vous salue, ô Coeur très patient,
Je vous salue, ô Coeur très obéissant,
Je vous salue, ô Coeur très vigilant,
Je vous salue, ô Coeur très fidèle,
Je vous salue, ô Coeur très heureux,
Je vous salue, ô Coeur très miséricordieux,
Je vous salue, ô Coeur très aimable et très aimant de Jésus et de Marie;
Nous vous adorons,
Nous vous louons,
Nous vous glorifions,
Nous vous rendons grâces;
Nous vous aimons
De tout notre coeur,
De toute notre âme,
Et de toutes nos forces;
Nous vous offrons, donnons, consacrons, et immolons ce même coeur;
Prenez-le et le possédez tout,
Purifiez-le, illuminez-le et le sanctifiez,
Afin que vous y viviez et régniez maintenant et toujours, et aux siècles des siècles. Amen !



jueves, 30 de enero de 2014

Good Shepherd Shelter



Saludo de inicio de año del Capellán de la Sede Principal Uniminuto

Iniciar un nuevo año es recordar que en todo momento Dios nos está creando y recreando desde su anhelo
http://www.uniminuto.edu/documents/43258/0/Director%20de%20Pastoral%20y%20Misiones..JPG?t=1390916699717
de hacernos felices; sí mis queridos hermanos y hermanas Dios quiere vernos felices, alegres, llenos de esperanza. Este anhelo se concreta en la decisión de hacer de nuestras vidas en lo personal, familiar y laboral un verdadero espacio de trabajo y mejora continua.

Desde el Centro de Pastoral y Misiones San Juan Eudes de nuestra Sede Principal, queremos invitarlos para que construyamos este proyecto universitario que sabemos trasciende el saber académico y que nos coloca como la Institución en la que los jóvenes de Colombia han visto la posibilidad de ser profesionales integrales.

Éste es el año del Señor, que en éste Jesucristo Viva y Reine en cada uno de nosotros.

Padre Germán Gándara
Capellán Sede Principal


Letter from the GS Congregational Leadership Team and the OLC Central Leadership Team regarding the follow-up to the decision of reunification

Dear Sisters,

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We continue to enjoy the presence of the Holy Spirit among us as we work together on the follow-up to the decision to reunite our two congregations. We promised you details! On 10th January 2014, both of our teams met with Leonello Leidi, CP, and Hank Lemoncelli,OMI,from CICLSAL. They were very supportive and appreciative of the process we have lived and of the vision for the future that is reflected in our decision. During our meeting with them, they clarified many of our questions regarding the next steps in the process and the canonical procedures we need to follow.

Sr. Teresita Weind, Congregational Leader of the Sisters of Notre Dame de Namur, facilitated our meeting, drawing our attention to how this meeting is situated between the two great feasts of the Epiphany and the Baptism and inviting us to hear in this the call to mission. On the previous day,she helped us create the content for our discussion with our guests from CICLSAL. She walked us through the rest of our agenda, which included determining a date for the official decree of merger and addressing some immediate tasks to consider – such as participation in the 2015 Congregational Chapter and establishing some ad hoc committees. We greatly appreciated her gentle, clear and effective accompaniment.

DATE FOR THE OFFICIAL DECREE OF MERGER

The Congregation for Institutes of Consecrated Life and Societies of Apostolic Life (CICLSAL) issues the decree of acceptance and announces the date. We will request that the date for the merger be the 27th June 2014, the Feast of the Sacred Heart of Jesus. The two priests are confident that our request for this date will be approved.
We selected this date because of the significance of this feast for both of our congregations and most especially this year, as we are in the process of canonization of Blessed Maria Droste zu Vischering. In 1899, Pope Leo XIII granted the request she had made to him to dedicate the entire world to the Sacred Heart of Jesus.

COMMITTEES

In order to facilitate some immediate tasks, we have named some ad hoc committees. These are: Ritual of Celebration Committee, History Committee and Stewardship Committee.Ritual of Celebration Committee We ask all Units to find ways to celebrate our reunification on 27th June 2014. Those countries where both of our congregations are present are encouraged to celebrate this event together. To assist you in developing creative ideas for your celebration, we have set up an ad hoc Ritual Committee. They will prepare some prayers/readings, etc., which we could incorporate into the celebrations worldwide, and provide additional ideas for your consideration in planning a ritual which fits your specific culture.

Stewardship Committee (Administration)

There are many administrative tasks that need to be accomplished. Therefore, we have set up an ad hoc
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Stewardship Committee to address some of the financial and legal aspects that need to be accomplished at the Congregational Level, prior to the actual reunification date. The OLC Central Team will assist Provinces and Regions regarding these matters at their level of administration.
For places where both of our congregations are present, the Good Shepherd Congregational Leadership Team and the Our Lady of Charity Central Team will lend assistance regarding the specifics in each situation.

History Committee

An ad hoc History Committee will create a document that merges together our shared and diverse histories. They will create a process for reflection. It is our hope that this document will be ready for discussion at the Intercontinental Assemblies and the 2015 Congregational Chapter. After this process, it could become a revised Prologue for the Constitutions.

CONSTITUTIONS

Beginning with the merger date, the Constitutions of the Congregation of Our Lady of Charity of the Good Shepherd will be followed. It is anticipated that after the 2015 Congregational Chapter, a committee will be formed to study both constitutions and to engage us in a process which will assist us in coming to know one another more deeply. After this process, it would be appropriate to consider some modifications. We find that both Constitutions are truly beautiful expressions of our mission and charism.

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THE 2015 CONGREGATIONAL CHAPTER

Prior to the Intercontinental Assemblies, we will be one congregation. Therefore, the Chapter representation will be proportionately the same for both congregations. The Good Shepherd Sisters have been holding their elections at Chapters since October 2013; the Our Lady of Charity Sisters will determine the way in which they will hold their elections. Those who attend the Chapter also attend the Intercontinental Assembly in their region.
We know that there are many other things to consider. For now, our focus is on celebrating the richness that our coming together at this time in history brings to us and to our world. We call upon St. John Eudes, St. Mary Euphrasia and Blessed Maria Droste to intercede for us as we continue our journey.

United in the Hearts of Jesus and Mary,
The GS Congregational Leadership Team and the OLC Central Leadership



miércoles, 29 de enero de 2014

Ecole de la foi de Yamoussoukro



Our Preferential Option for the Poor


From “Economic Justice For All” by The National Conference of Catholic Bishops


Early Christianity saw the poor as an object of God’s special love, but it neither canonized material poverty nor accepted deprivation as an inevitable fact of life….Such perspectives provide a basis today for what is called the “preferential option for the poor.

” Though in the Gospels and in the New Testament as a whole the offer of salvation is extended to all peoples, Jesus takes the side of those most in need, physically and spiritually. The example of Jesus poses a number of challenges to the contemporary Church. It imposes a prophetic mandate to speak for those who have no one to speak for them, to be a defender of the defenseless, who in biblical terms are the poor. It also demands a compassionate vision that enables the Church to see things from the side of the poor.

It summons the Church also to be an instrument in assisting people to experience the liberating power of God in their lives so that they may respond to the Gospel in freedom and in dignity. Finally, and most radically, it calls for an emptying of self, both individually and corporately, that allows the Church to experience the power of God in the midst of poverty and powerlessness.


Présentation de la troisième semaine du temps ordinaire année A.

« Chantez au Seigneur un chant nouveau, chantez au Seigneur, terre entière : La splendeur et l’éclat, la[1] ».Mais cette sublime beauté ne nous renvoie t-elle pas à sa source originaire ? Mieux vaudrait dire aux diverses manifestations de la « Shekh’ina » de Dieu ? De la gloire de Yahvé ? De sa présence sanctificatrice dans son Temple ? Il est certain que la pédagogie de l’écrivain sacré n’ambitionne aucunement de nous faire expérimenter cette gloire au sens grec de doxa c’est-à-dire de célébrité, de ce qui fascine mais plutôt au sens de kabod, de poids, de pesanteur, de puissance. Une puissance qui sauve, qui libère, qui ouvre à un nouvel horizon, à une vie plus radieuse et qui imprime à notre marche un nouveau départ et une nouvelle cadence comme Isaïe nous le dira demain dans la première lecture : « Le peuple qui marchait dans les ténèbres a vu se lever une grande lumière ; sur ceux qui habitaient le pays de l’ombre, une lumière a resplendi » Cette lumière, c’est le Seigneur, notre salut et notre espérance selon le psaume responsorial du jour.
puissance et la beauté brillent dans son temple saint ! » C’est ainsi qu’est formulée l’antienne d’ouverture de demain ; antienne qui entend nous introduire dans une célébration liturgique riche en splendeur et en beauté. Et c’est « par la beauté de la liturgie que l’Eglise évangélise et s’évangélise elle-même

Ce psaume 26(27) qui convertit nos désirs vers les bontés du Seigneur, donne déjà le ton d’une harmonie de pensées et de sentiments à laquelle Paul nous invitera dans la deuxième lecture. L’occasion propice à une [2] » ; notre lieu commun. Lieu commun comme la référence de laquelle nous partons tous, la source commune à laquelle nous nous sommes tous abreuvés. Voilà ce que le Christ est pour nous. Par ailleurs, à ce rappel capital, s’ajoutera dans l’Evangile un appel fondamental, l’un des textes dans lesquels les exégètes s’accordent pour retrouver les ipsissima verba et facta Jesu. A partir de ce moment, écrit l’évangéliste saint Matthieu en son chapitre 4, Jésus se mit à proclamer :«metanoeite hggiken gar h basileia twn ouranwn - Convertissez-vous, car le Royaume des cieux s’approche». La proximité d’un tel royaume constitue pour les vivants une joie, et pour les tribus d’Israël, une consolation et une garantie. Nous le verrons dans la lecture du lundi, lorsque Israël cherchera à avoir un roi, afin de permettre à Dieu d’habiter en son milieu ; et à David son serviteur de le diriger de façon théonome, selon les préceptes divins.
telle invitation lui a été offerte par des querelles d’appartenance qui alourdissaient l’atmosphère de la communauté de Corinthe : nul n’est de Paul ni d’Apollos ni de Pierre ; nous appartenons tous au Christ car le Christ n’est pas divisé, il est notre « locus communis

Par cet acte, le peuple élu affiche son désir de la théocratie, refusant ainsi déjà l’invitation que, plus de 25 siècles après, le jeune Nietzsche lancera à sa sœur Elisabeth en lui demandant de parcourir de « nouveaux chemins dans l’incertitude de l’avancée autonome[3] ». Ce qui est donc indispensable en tout temps et en tout lieu, c’est la référence à Dieu, la pleine intimité avec lui qui pousse à n’agir qu’en son nom. Mais malheureusement, ceci est diversement interprété. Nous n’avons pour preuve que les accusations des scribes à l’endroit de Jésus dans l’Evangile : «Ce Jésus est possédé par Béelzéboul ; c’est par le chef des démons qu’il expulse les démons ». Pour Jésus, c’est un blasphème contre l’Esprit Saint, un péché qui en lui-même exclut et impossibilise sa propre rémission. C’est dire que sans le pardon de ce péché, nous sommes incapables de recouvrer la pleine amitié de Dieu. Et pourtant cette amitié est le seul gage de notre vie chrétienne, le seul qui selon le psaume du mardi, nous permet de laisser entrer dans nos cités le roi de gloire. C’est ce qu’expriment, dans la lecture du jour, David et tout le peuple d’Israël lorsqu’ils firent monter l’arche du Seigneur parmi danses et acclamations. N’est ce pas là l’attitude de ceux qui aiment Dieu et qui le glorifient ? Ceux qui appartiennent à son cercle et qui ne cherchent qu’à faire sa volonté ? Pour Jésus dans l’Evangile, ceux-là sont sa mère et ses frères. Nous pouvons comprendre pourquoi le mercredi et le jeudi, David manifestera le désir de bâtir au Seigneur une maison digne de lui.

L’Evangile quant à lui nous exposera respectivement la mystique du semeur et la parabole de la lampe sous le boisseau. Pour mémoire, rappelons que Jésus tire cette parabole du contexte des lois aporiques qui réglementaient la vie du roi pendant le sabbat. Le vendredi, ce sera l’épisode de Bethsabée, fille d’Eliam et femme d’Ourias le Hittite en lecture et, dans l’Evangile, la parabole de la graine de moutarde qui n’est rien d’autre que la parabole de la croissance du royaume. Nous achèverons samedi cette dernière semaine de Janvier avec le récit de la tempête apaisée et en lecture, David qui accueille les reproches du prophète Nathan et se répand en supplication. 

Cherchons Dieu.Ce thème nous est proposé pour pouvoir approfondir notre désir de Dieu au cours de cette semaine aux programmes inchangés; cherchons Dieu en tout, pour tout, toujours et partout ; cherchons-le avec ceux-là qui l’ayant cherché l’ont trouvé, et l’ayant trouvé, l’ont aimé, adoré et servi. Comptons le lundi sur ste Angèle de Mérici, le mardi sur le docteur angélique et le vendredi sur st Jean Bosco.

Agréable semaine à chacun et à tous.

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[1] François, Evangelii gaudium, Abidjan, Paulines, 2013, n. 24.
[2] Nous empruntons cette expression à Mélanchton, théologien luthérien qui, l’utilise pour désigner les sources de la théologie. Plus tard, Melchior Cano, dominicain, parlera de « De locis theologicis » (lieux théologiques). En empruntant cette nouvelle voie, il a voulu multiplier ces sources non par souci de distinction mais par nécessité d’exploration.
[3] Brief an Elisabeth Nietzsche (11 Juin 1865), in : Werke en drei Bänden, München 1954, p. 953s.




martes, 28 de enero de 2014

God's Call

Photo credit: saltandlighttv.org3rd Sunday in the Ordinary Time
January 26, 2014
Mt 4:12-23

In our gospel for today Jesus knew that he would be the next target after his forerunner John had been arrested. But he knew also that his mission needs to be fulfilled. He fled to Galilee that the plan of His Father may be fulfilled. There, he called the people to conversion and proclaimed the coming of God’s Kingdom. The prophecy of Isaiah which had been foretold more than seven centuries before Christ was born became a real message to the people of the lands of Zebulun and Naphtali for, indeed, they had seen a great light when the Lord started His ministry.

Jesus Christ wanted to spread the good news before his sojourn on earth ends. It seemed that he was in a hurry to accomplish His mission. He chose and called some disciples to follow Him. Peter and Andrew immediately followed him. And so did the sons of Zebedee, James and John. Perhaps they saw something in Jesus as he was walking along the shoreline of Galilee. A light that they had never seen before attracted them.

During our baptism we were also called by Jesus. The call was just as special and personal. He called us by our name. Like the way he invited Peter and other disciples he is inviting us also to “Come, follow me.” He shared with us his light to serve as our guide in our journey through life, especially when we are trudging in the darkness of failure, anxiety, disappointment, pain, worry, problem, difficulty and sin. There is no other light that could dispel all such kind of darkness but the light that comes from Jesus Christ himself. This radiant light is not only our guide towards God. This light that comes from Jesus enlightens every Christian who accepts him to heal the disease and illness of division brought by selfishness, jealousy, non-sense competition and crab mentality.

Truly, this light of Christ gives us authentic joy and freedom when we listen to the word he proclaims to usher us into his Kingdom. The light is freely given to us. Now it is an invitation for us Christians to participate in continuing the mission of Christ to proclaim the Gospel of his Kingdom and to share his light to others through the witnessing of his Word. 

- Sem. Mike Dupo


San Juan Eudes: Ante todo la Voluntad de Dios

Es claro que para San Juan Eudes La Biblia es la revelación del Ser de Dios y de su Plan de Salvación y, ella
debe hacerse vida en una espiritualidad de encarnación del Verbo de Dios..., de modo que Él viva y reine en nosotros. Dicha espiritualidad debe manifestarse al mundo como un sano ejercicio de la libertad obediente, o dicho en términos actuales: Libertad responsable. Esto nos lleva a otro aspecto de la correlación “Juan Eudes – Biblia”, me refiero al aspecto de la voluntad de Dios.

1. ¿Qué es hacer la voluntad de Dios?

A. Hacer la voluntad de Dios no es inactividad. Es Verbo (Es acción).
B. No es resignación. Es Verbo.
C. La voluntad de Dios hay que construirla.
D. Efesios 1, 9: La voluntad de Dios es el misterio y, el misterio es la voluntad de Dios.
E. El misterio es el Plan de Salvación.
F. La voluntad de Dios es su Plan de Salvación.
G. El Plan de Salvación es el camino que recorremos a lo largo de nuestra vida.
H. El Padre Nuestro es una clara expresión de lo que significa hacer la Voluntad de Dios, entendida ella como la “Obediencia de la Fe”, es decir: Confío en Dios, creo en Dios, le creo a Dios y por eso le hago caso, por eso le obedezco como un buen hijo (con comportamiento de niño pequeño cuando soy niño, de joven cuando estoy en la juventud, de adulto cuando llego a esa edad y de anciano cuando llego a la vejez), es una obediencia encarnada, contextualizada.

2. ¿Cómo podemos entender la voluntad de Dios en el Padre Nuestro?

A. No en forma desencarnada de la realidad:
I. Santificado sea tu nombre.
II. Venga a nosotros tu reino.
III. Hágase tu voluntad.
B. Si en una forma encarnada en la realidad. El texto del evangelio lo expresa literalmente por medio de tres imperativos pasivos que se traducen del hebreo al español de manera correcta como sigue a continuación:

I. Santifica tu nombre (salvando) (Salmo 124, 8).
C. Hacer la voluntad de Dios es por lo tanto, procurar que todo lo que
D. Hacer la voluntad de Dios es buscar la gloria de Dios y la santificación
II. Haz venir tu reino (Romanos 14, 17)
III. Haz tu voluntad (Juan 10, 10)
Pensemos, sintamos y hagamos, lo pensemos, lo sintamos y lo hagamos en el nombre del Padre, del Hijo y del Espíritu Santo. Nuestra en cada pensamiento, sentimiento o acto, todo lo que no sea para eso me abstengo de hacerlo.

3. ¿Cómo podemos averiguar la voluntad de Dios en nuestras vidas?

A. Debemos aprender a preguntar: ¿Qué quiere Dios de mí?
B. La salvación inicia cuando nacemos, no cuando morimos.
C. Dios va haciendo mi salvación con todo lo que voy viviendo.
D. La voluntad de Dios no es “someter” es un hacer.
E. No me someto (resigno) a lo que Dios quiere.
F. Hago, procuro hacer, lo que Dios quiere, porque en ello está en juego mi vida.
G. Hago la voluntad de Dios cuando Jesús vive y reina en mí (Romanos 8, 29).

4. ¿Cómo leer la Biblia para descubrir en ella el camino de vida que debemos recorrer?

En esto el modelo propuesto y seguido por San Juan Eudes es muy similar a lo que hoy conocemos como la
“lectio divina” o “lectura santa de la palabra de Dios” (Lectio, questio, meditatio y actio), es decir, leo, cuestiono, medito y actúo.

A. Al leer el texto debemos considerar el cuerpo o exterior del misterio: Esto salvación.
B. Entramos en el espíritu de lo que sucede: Descubrir y sentir los
C. Descubrimos la Buena Nueva que Jesús nos comparte, los efectos logrados
D. Acogemos el don de Dios. Esto sería el equivalente a identificar líneas de significa que cuando leemos la Biblia debemos visualizar la escena que nos narran como si estuviéramos ahí. Todo detalle es precioso. Pensamientos, intensiones y sentimientos que nos presenta el texto: Por ejemplo: Pensamientos, sentimientos e intenciones de Jesús y sentirnos afectados por ellos, es decir, en el caso de Zaqueo (Lucas 19, 1 – 10), yo entro a ocupar el lugar de Saqueo y todo lo que el texto dice de Jesús con relación a Saqueo me lo aplico a mí. (me perdona, me ama, piensa en mí, etc.). Acción para la vida y procuramos ponerla en práctica. 





lunes, 27 de enero de 2014

Fr. Gérard’s Corner

Each Sunday of Ordinary Time, the Old Testament sheds light on the Gospel. For Matthew, today’s beginning of Jesus’ ministry begins the fulfillment of Isaiah’s prophecy of orldwide enlightenment and universal deliverance. Capernaum is “beyond the Jordan,” that is, on Israel’s edge, in more ways than one.

At the crossroads of Jewish and Gentile society, Capernaum is populated by people “on the edge” of or even outside the law; thus, Capernaum mirrors Matthew’s (our) own “mixed” community.

Could Jesus be any clearer about where he wants his Church to be? In the world, though not of it—think of Pope Francis’ call for the Church to “step outside itself,” bringing Christ to society’s “peripheries.” But as Paul reminds the Corinthians, none of us, individuals or splinter groups, has it all together. Together, however, we have it all: Christ’s own life to share, Christ’s gospel to proclaim.

Note too that Matthew portrays Jesus both withdrawing and preaching, suggesting that both movements be imitated by Jesus’ disciples. Matthew uses “withdraw” at least ten times to describe Jesus’ response both to threats and accolades. Though making Isaiah’s program his own, “smashing the yoke that burdened them, the pole on their shoulder, the rod of their taskmaster,” Jesus will accomplish this peaceably, by liberating word and life-restoring deed. This Messiah’s way, Jesus’ kind of kingship (and therefore Jesus’ church’s way of acting and the nature of its ministry) must differ radically from the world’s exercise of authority and achievement of goals. Radical challenge, never violent confrontation. Reconciliation, never retaliation.

J.S. Paluch
Father Gérard, CJM