lunes, 27 de enero de 2014

Fr. Gérard’s Corner

Each Sunday of Ordinary Time, the Old Testament sheds light on the Gospel. For Matthew, today’s beginning of Jesus’ ministry begins the fulfillment of Isaiah’s prophecy of orldwide enlightenment and universal deliverance. Capernaum is “beyond the Jordan,” that is, on Israel’s edge, in more ways than one.

At the crossroads of Jewish and Gentile society, Capernaum is populated by people “on the edge” of or even outside the law; thus, Capernaum mirrors Matthew’s (our) own “mixed” community.

Could Jesus be any clearer about where he wants his Church to be? In the world, though not of it—think of Pope Francis’ call for the Church to “step outside itself,” bringing Christ to society’s “peripheries.” But as Paul reminds the Corinthians, none of us, individuals or splinter groups, has it all together. Together, however, we have it all: Christ’s own life to share, Christ’s gospel to proclaim.

Note too that Matthew portrays Jesus both withdrawing and preaching, suggesting that both movements be imitated by Jesus’ disciples. Matthew uses “withdraw” at least ten times to describe Jesus’ response both to threats and accolades. Though making Isaiah’s program his own, “smashing the yoke that burdened them, the pole on their shoulder, the rod of their taskmaster,” Jesus will accomplish this peaceably, by liberating word and life-restoring deed. This Messiah’s way, Jesus’ kind of kingship (and therefore Jesus’ church’s way of acting and the nature of its ministry) must differ radically from the world’s exercise of authority and achievement of goals. Radical challenge, never violent confrontation. Reconciliation, never retaliation.

J.S. Paluch
Father Gérard, CJM


viernes, 24 de enero de 2014

Il discorso di Papa Francesco al tribunale della Rota Romana

I giudici ecclesiastici sono «essenzialmente pastori». E come tali non devono dimenticare che «dietro ogni pratica, ogni posizione, ogni causa, ci sono persone che attendono giustizia». Lo ha detto Papa Francesco ai
componenti del tribunale della Rota Romana ricevuti in udienza nella mattina di venerdì 24 gennaio, nella Sala Clementina, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario.

Nel suo discorso il Pontefice ha insistito sulla necessità di non contrapporre «dimensione giuridica» e «dimensione pastorale del ministero ecclesiale», perché entrambe «concorrono alla realizzazione delle finalità e dell’unità di azione proprie della Chiesa». Da qui l’accento sulla «connotazione profondamente pastorale» dell’«attività giudiziaria ecclesiale». Che «si configura — ha spiegato il Papa — come servizio alla verità nella giustizia» e, al tempo stesso, come «servizio al popolo di Dio in vista del consolidamento della piena comunione tra i singoli fedeli, e fra di essi e la compagine ecclesiale».

A partire da questa premessa, il vescovo di Roma ha descritto la figura del giudice ecclesiastico, individuandone tre profili essenziali. Anzitutto quello “umano”, che esige «serenità di giudizio e distacco da vedute personali» ma anche «capacità di calarsi nella mentalità e nelle legittime aspirazioni della comunità in cui svolge il servizio». Doti che gli permettono — ha aggiunto — di «praticare una giustizia non legalistica o astratta, ma adatta alle esigenze della realtà concreta» e in grado di «entrare in profondità nella situazione delle parti in causa». 






Papa Francesco: con gli altri costruire sempre ponti di dialogo non muri di risentimento

Non è facile costruire il dialogo con gli altri, specie se da loro ci divide un rancore. Ma il cristiano cerca sempre questa strada di ascolto e riconciliazione, con umiltà e mitezza, perché è ciò che ha insegnato Gesù. È il pensiero di sintesi dell’omelia tenuta da Papa Francesco alla Messa mattutina in Casa S. Marta. Il servizio di Alessandro De Carolis:

Mi spezzo ma non mi piego, afferma una certa saggezza popolare. Mi piego pur di non spezzare, suggerisce la sapienza cristiana. Due modi di intendere la vita: il primo, con la sua durezza, facilmente destinato ad alzare muri di incomunicabilità tra le persone, fino alla degenerazione dell’odio. Il secondo incline a gettare ponti di comprensione, anche dopo un diverbio, una lite. Ma, avverte Papa Francesco, a patto di ricercare e praticare “l’umiltà”. L’omelia a Casa Santa Marta è una prosecuzione di quella di ieri. Al centro della lettura liturgica, e della riflessione del Papa, ancora lo scontro tra il Re Saul e Davide. Il secondo, a un tratto, ha l’occasione di uccidere il primo ma, osserva Papa Francesco, sceglie “un’altra strada: la strada di avvicinarsi, di chiarire la situazione, di spiegarsi. La strada del dialogo per fare la pace”:

“Per dialogare è necessaria la mitezza, senza gridare. E necessario anche pensare che l’altra persona ha qualcosa di più di me, e Davide lo pensava: ‘Lui è l’unto del Signore, è più importante di me’. L’umiltà, la mitezza… Per dialogare, è necessario fare quello che abbiamo chiesto oggi nella preghiera, all’inizio della Messa: farsi tutto a tutti. Umiltà, mitezza, farsi tutto a tutti e anche – però non è scritto nella Bibbia – tutti sappiamo che per fare queste cose bisogna ingoiare tanti rospi. Ma, dobbiamo farlo, perché la pace si fa così: con l’umiltà, l’umiliazione, cercando sempre di vedere nell’altro l’immagine di Dio”.

“Dialogare è difficile”, riconosce Papa Francesco. Ma peggio del tentare di costruire un ponte con un avversario è lasciar ingigantire nel cuore il rancore verso di lui. In questo modo, afferma, restiamo “isolati in questo brodo amaro del nostro risentimento”. Un cristiano, invece, ha per modello Davide, che vince l’odio con “un atto di umiltà”:







jueves, 23 de enero de 2014

Knights of Columbus Super Bowl Party

Don't miss this Super Bowl Party! The winning coach of the first 2 Super Bowls was Vince Lombardi. In
recalling his accomplishments, the Knights are serving Italian food for take-out or eat-in at the best party atmosphere in town, our own parish hall, with two giant screens.

We will feature meatball sándwiches and/or spaghetti and meatballs with a side salad. In order to plan for purchasing we request that you place a reservation for take-out or eat-in with one of the knights outside the front of the church entrance after Mas son the weekends leading up to the Super Bowl, which is held on Feb. 2nd.

Proceeds will benefit the charitable works of our KofC Council (Catholic educaAon/ Scholarships/Military Outreach Ministry/Persons with Disability, etc.). If you would like to assist, contact Joe Bartel at 619 750-9330 or joejanbart@aol.com



TEFE Interprovincial Ecuador 2014

Una verdadera Experiencia de Hermandad


Llegada a Ecuador.

La hora de llegada a la casa la Misión fue distinta. Unos llegaron el día anterior, otros a tiempo y otros retrasados. Pero en lo que si se coincidió fue en estar reunidos la noche del 19 de enero cuando los anfitriones, en cabeza del padre Carlos Álvarez, el padre Luis Fernando Uribe y el padre Higinio Lopera, dieron la bienvenida y como hermanos, incluyendo a los formandos de la casa la Misión, se procedió a la cena que en Ecuador se conoce como “merendar”. Precisamente ese ambiente de hermandad es lo que se ha respirado en estos primeros días del TEFE en donde se reúnen 19 candidatos para realizar este tiempo de gracia. 





Internacionalidad e Interprovincialidad.

Hay candidatos de Brasil, México, Ecuador, Colombia, y lo que más sobresale es la interprovincialidad de la experiencia al tener a 5 candidatos de la provincia Minuto de Dios. Y si el ambiente de hermandad se ha comenzado a vivir, ni hablar del lugar donde se hospedan. Es la casa de oración de Los Sagrados Corazones, ubicada en Conocoto, cerca de la casa de formación la Misión. Es una casa que abre su corazón, los acoge y les permite tener espacios para el encuentro personal con el Amado. Gracias a Dios y a las provincias participantes que han hecho este esfuerzo para que el tiempo especial sea un tiempo inolvidable en el crecimiento espiritual de los candidatos y acentúe la entrega al Señor. 






Aterrizando en la experiencia y en el lugar.

Esta semana ha sido de reconocimiento, o de “aterrizaje” como dice el padre Carlos. Los espacios comunitarios han permitido irse conociendo sobretodo aspectos culturales de cada país, por ejemplo algunas palabras del dialecto ecuatoriano, mexicano, brasilero y colombiano, que no se pueden expresar porque son entendidas de manera diferente. El profesor de esta semana ha sido el Padre Jorge García de la provincia Minuto de Dios, brindándonos elementos psicológicos para crecer como personas integradas a un proceso de formación con miras al sacerdocio. Han sido encuentros reflexivos que han llevado a entrar en el interior con el fin de esclarecer la identidad personal de cada uno. Para esta semana se tiene organizado salidas comunitarias en las que se conocerán principalmente obras eudistas en la zona, como también los lugares históricos y turísticos de Quito. Prontamente se seguirá informando todo lo que transcurra en el TEFE Ecuador 2014. Oremos juntos para que los corazones de los participantes sean dóciles y se dejen guiar por el Espíritu de Dios.


Ronald Acosta. Edinson Arcia. Jader Ávila. 


Celebration for Deacon Albert Graff on Sun., Jan. 26

Deacon Al is turning 95! So on Sun., Jan. 26, we will have not only a birthday party, but we’re also celebrating the 30th anniversary of his ordination to the diaconate.

Deacon Al has been such a powerful witness of Christ-like love and service to our community in his founding of Esperanza International, St. Leo Medical and Dental clinic, MAEGA (just to name a few of his many projects).

Join us for 11:30 Mass with a reception in the Patio of the Bells afterwards.


 

Main source: stjamesandleo.org...

Read this information in our Website CJM...

miércoles, 22 de enero de 2014

Les associés de la Côte d'Ivoire


Le dimanche 19 janvier après-midi, les associés eudistes de la côte d'ivoire se sont retrouvés à la fraterntié saint Jean EUDES de Yopougon (maison de formation de nos candidats), pour une séances de formation donnée par Mr Nicolas de MEDEIROS, leur président. La formation a été suivie de la prière intégrée aux vêpres avec les étudiants. Un temps de retrouvailles, de partage et de ferveur dans la prière eudiste préparée par les associés de l'outaouais au Canada.