lunes, 9 de junio de 2014

Santa Messa nella Solennità di Pentecoste (8 giugno 2014)

SANTA MESSA NELLA SOLENNITÀ DI PENTECOSTE

OMELIA DEL SANTO PADRE FRANCESCO

Basilica Vaticana
Domenica, 8 giugno 2014

Video

«Tutti furono colmati di Spirito Santo» (At 2,4).

Parlando agli Apostoli nell'Ultima Cena, Gesù disse che, dopo la sua partenza da questo mondo, avrebbe inviato loro il dono del Padre, cioè lo Spirito Santo (cfr Gv 15,26). Questa promessa si realizza con potenza nel giorno di Pentecoste, quando lo Spirito Santo discende sui discepoli riuniti nel Cenacolo. Quella effusione, benché straordinaria, non è rimasta unica e limitata a quel momento, ma è un evento che si è rinnovato e si rinnova ancora. Cristo glorificato alla destra del Padre continua a realizzare la sua promessa, inviando sulla Chiesa lo Spirito vivificante, che ci insegna e ci ricorda e ci fa parlare.

Lo Spirito Santo ci insegna: è il Maestro interiore. Ci guida per il giusto cammino, attraverso le situazioni della vita. Lui ci insegna la strada, la via. Nei primi tempi della Chiesa, il Cristianesimo era chiamato “la via” (cfr At 9,2), e Gesù stesso è la Via. Lo Spirito Santo ci insegna a seguirlo, a camminare sulle sue orme. Più che un maestro di dottrina, lo Spirito Santo è un maestro di vita. E della vita fa parte certamente anche il sapere, il conoscere, ma dentro l'orizzonte più ampio e armonico dell'esistenza cristiana.

Lo Spirito Santo ci ricorda, ci ricorda tutto quello che Gesù ha detto. E' la memoria vivente della Chiesa. E mentre ci fa ricordare, ci fa capire le parole del Signore.

Questo ricordare nello Spirito e grazie allo Spirito non si riduce a un fatto mnemonico, è un aspetto essenziale della presenza di Cristo in noi e nella sua Chiesa. Lo Spirito di verità e di carità ci ricorda tutto ciò che Cristo ha detto, ci fa entrare sempre più pienamente nel senso delle sue parole. Noi tutti abbiamo questa esperienza: un momento, in qualsiasi situazione, c'è un'idea e poi un'altra si collega con un brano della Scrittura... E' lo Spirito che ci fa fare questa strada: la strada della memoria vivente della Chiesa. E questo chiede da noi una risposta: più la nostra risposta è generosa, più le parole di Gesù diventano in noi vita, diventano atteggiamenti, scelte, gesti, testimonianza. In sostanza lo Spirito ci ricorda il comandamento dell'amore, e ci chiama a viverlo.

Un cristiano senza memoria non è un vero cristiano: è un cristiano a metà strada, è un uomo o una donna prigioniero del momento, che non sa fare tesoro della sua storia, non sa leggerla e viverla come storia di salvezza. Invece, con l'aiuto dello Spirito Santo, possiamo interpretare le ispirazioni interiori e gli avvenimenti della vita alla luce delle parole di Gesù. E così cresce in noi la sapienza della memoria, la sapienza del cuore, che è un dono dello Spirito. Che lo Spirito Santo ravvivi in tutti noi la memoria cristiana! E quel giorno, con gli Apostoli, c'era la Donna della memoria, quella che dall'inizio meditava tutte quelle cose nel suo cuore. C'era Maria, nostra Madre. Che Lei ci aiuti in questa strada della memoria.

Lo Spirito Santo ci insegna, ci ricorda, e – un altro tratto – ci fa parlare, con Dio e con gli uomini. Non ci sono cristiani muti, muti di anima; no, non c'è posto per questo.

Ci fa parlare con Dio nella preghiera. La preghiera è un dono che riceviamo gratuitamente; è dialogo con Lui nello Spirito Santo, che prega in noi e ci permette di rivolgerci a Dio chiamandolo Padre, Papà, Abbà (cfr Rm 8,15; Gal 4,4); e questo non è solo un “modo di dire”, ma è la realtà, noi siamo realmente figli di Dio. «Infatti, tutti coloro che sono guidati dallo Spirito Santo di Dio, costoro sono figli di Dio» (Rm 8,14).

Ci fa parlare nell'atto di fede. Nessuno di noi può dire: “Gesù è il Signore” – lo abbiamo sentito oggi – senza lo Spirito Santo. E lo Spirito ci fa parlare con gli uomini nel dialogo fraterno. Ci aiuta a parlare con gli altri riconoscendo in loro dei fratelli e delle sorelle; a parlare con amicizia, con tenerezza, con mitezza, comprendendo le angosce e le speranze, le tristezze e le gioie degli altri.

Ma c'è di più: lo Spirito Santo ci fa parlare anche agli uomini nella profezia, cioè facendoci “canali” umili e docili della Parola di Dio. La profezia è fatta con franchezza, per mostrare apertamente le contraddizioni e le ingiustizie, ma sempre con mitezza e intento costruttivo. Penetrati dallo Spirito di amore, possiamo essere segni e strumenti di Dio che ama, che serve, che dona la vita.

Ricapitolando: lo Spirito Santo ci insegna la via; ci ricorda e ci spiega le parole di Gesù; ci fa pregare e dire Padre a Dio, ci fa parlare agli uomini nel dialogo fraterno e ci fa parlare nella profezia.

Il giorno di Pentecoste, quando i discepoli «furono colmati di Spirito Santo», fu il battesimo della Chiesa, che nacque “in uscita”, in “partenza” per annunciare a tutti la Buona Notizia. La Madre Chiesa, che parte per servire. Ricordiamo l'altra Madre, la nostra Madre che partì con prontezza, per servire. La Madre Chiesa e la Madre Maria: tutte e due vergini, tutte e due madri, tutte e due donne. Gesù era stato perentorio con gli Apostoli: non dovevano allontanarsi da Gerusalemme prima di aver ricevuto dall'alto la forza dello Spirito Santo (cfr At 1,4.8). Senza di Lui non c'è missione, non c'è evangelizzazione. Per questo con tutta la Chiesa, con la nostra Madre Chiesa cattolica invochiamo: Vieni, Santo Spirito!






viernes, 6 de junio de 2014

Communication at the Service of an Authentic Culture of Encounter - 1st June 2014

Dear Brothers and Sisters,

Today we are living in a world which is growing ever “smaller” and where, as a result, it would seem to be easier for all of us to be neighbours. Developments in travel and communications technology are bringing us closer together and making us more connected, even as globalization makes us increasingly interdependent.

Nonetheless, divisions, which are sometimes quite deep, continue to exist within our human family. On the global level we see a scandalous gap between the opulence of the wealthy and the utter destitution of the poor.

Often we need only walk the streets of a city to see the contrast between people living on the street and the brilliant lights of the store windows. We have become so accustomed to these things that they no longer unsettle us. Our world suffers from many forms of exclusion, marginalization and poverty, to say nothing of conflicts born of a combination of economic, political, ideological, and, sadly, even religious motives.

In a world like this, media can help us to feel closer to one another, creating a sense of the unity of the human family which can in turn inspire solidarity and serious efforts to ensure a more dignified life for all.

Good communication helps us to grow closer, to know one another better, and ultimately, to grow in unity. The walls which divide us can be broken down only if we are prepared to listen and learn from one another.

We need to resolve our differences through forms of dialogue which help us grow in understanding and mutual respect. A culture of encounter demands that we be ready not only to give, but also to receive.

Media can help us greatly in this, especially nowadays, when the networks of human communication have made unprecedented advances. The internet, in particular, offers immense possibilities for encounter and solidarity.
This is something truly good, a gift from God.


This is not to say that certain problems do not exist. The speed with which information is communicated exceeds our capacity for reflection and judgement, and this does not make for more balanced and proper forms of self-expression. The variety of opinions being aired can be seen as helpful, but it also enables people to barricade themselves behind sources of information which only confirm their own wishes and ideas, or political and economic interests. The world of communications can help us either to expand our knowledge or to lose our bearings. The desire for digital connectivity can have the effect of isolating us from our neighbours, from those closest to us. We should not overlook the fact that those who for whatever reason lack access to social media run the risk of being left behind.

MESSAGE OF POPE FRANCIS FOR THE 48TH WORLD COMMUNICATIONS DAY





A un año de su partida Hno. Evaristo Jerez

Palabras del 1er Aniversario de la Partida al cielo del Hno. Evaristo Jerez.

Queridos hermanos y hermanas en el Señor Jesús, en este día 19 de mayo del 2014, conmemoramos 1er aniversario de la partida al cielo de nuestro muy querido el Revendo Hno. Evaristo Jerez Arias de la Congregación de Jesús y María. (Padres Eudistas).

En este último día de la novena por su eterno descanso vamos a meditar acerca de su vida, a lo largo de los días fuimos meditando algunas de sus virtudes o características: el llamado, la fe, el servicio, el amor, la esperanza, la entrega, el sacerdocio y María nuestra madre.

En esta meditación vamos a acércanos a la vida del Hermano Jerez, teniendo muy en cuenta la vida y el ejemplo de San Juan Eudes (Santo Sacerdote Francés fundador de la Congregación de Jesús y María) a la cual el Hermano entrego su vida.

• 1ERO FORMACION DE LOS SACERDOTES: Juan Eudes se dio cuenta de que para poder enfervorizar al pueblo y llevarlo a la santidad era necesario proveerlo de muy buenos y santos sacerdotes y que para formarlos se necesitaban seminarios donde los jóvenes recibieran una esmerada preparación. Por eso se propuso fundar seminarios que les prepararan para su sagrado ministerio. En Francia, su patria, fundó los primero cinco seminarios que contribuyeron al resurgimiento religioso de la nación.

Al igual que su Santo Fundador el Hermano Evaristo Jerez se dio cuenta de esa necesidad de la iglesia. La formación de santos sacerdotes, en los seminarios, por ello entrego su vida a la buena preparación de los ministros del señor. Comentaba en repetidas ocasiones las palabras de San Juan Eudes que las podemos encontrar en su libro (El Memorial de la Vida Eclesiástica) este libro versa acerca de lo necesario y útil a los sacerdotes para su salvación y santificación. El Hno. Jerez. Parafraseando las ideas de san Juan Eudes comentaba que un verdadero sacerdote es:

• Es un sol que alegra a todo el mundo con su presencia y con su aspecto
• Es la lámpara ardiente y brillante colocada sobre el candelero de la iglesia
• Es un árbol de vida plantado por la mano de dios en el paraíso de su iglesia
• En fin es un pastor según el corazón de Dios. “(Memorial de la Vida Eclesiástica. de San Juan Eudes. p. 43).
• 2DO PUNTO EL CORAZÓN DE MARÍA ES LA FUENTE comentaba Juan Eudes: "Deseamos honrar en la Virgen Madre de Jesús no solamente un misterio o una acción, como el nacimiento, la presentación, la visitación, la purificación; no sólo algunas de sus prerrogativas, como el ser madre de Dios, hija del Padre, esposa del Espíritu Santo, templo de la santísima Trinidad, reina del cielo y de la tierra; ni tampoco sólo su persona, sino que deseamos honrar en ella la fuente y el origen de la santidad y de la dignidad de todos sus misterios, de todas sus acciones, de todas sus cualidades y de su misma persona, es decir, su amor y su caridad, que son la medida del mérito y el principio de toda la santidad".

Para el Hermano Jerez, María fue la fuente, el principio de su vida en Cristo Jesús, María nos lleva a Jesús, por ello su gran devoción hacia la Madre de Dios, mayo mes de María, era su mes favorito decía el Hno. Jerez que mayo es un mes de alegría, un mes para ser diferente, un mes para acercarnos a María y a Cristo. Comprendió muy bien las enseñanzas de su Santo fundador y las llevo a la práctica al igual, que San Juan Eudes fue un gran enamorado de María.

• 3ER PUNTO EL ENCUENTRO DEFINITIVO CON DIOS La semilla que con tanto ardor y fatiga
sembró Juan Eudes, caída en tierra buena, ha dado fruto centuplicado. Juan Eudes. Pudo morir pronunciando el “Comsumatum est” gozoso y así ocurrió el 19 de agosto de 1680. El gran deseo de su alma era que de su vida y de su comportamiento se pudiera repetir siempre lo que decía Jesús: "Mi Padre celestial me ama, porque yo hago siempre lo que a Él le agrada". tomado del libro “el Memorial de los principales Beneficios Recibidos de Dios”.

El Hermano Jerez dijo su sí definitivo a Dios con mucho amor y entrega, el 19 de mayo del 2013. Domingo de Pentecostés, día del seminario en Venezuela. Su gran deseo era la buena formación de los sacerdotes. Culmino esta meditación citando sus palabras Mensaje del hermano Evaristo jerez con motivo de sus 60 años de incorporación.

“A LA CONGREGACIÓN DE JESÚS Y MARÍA DE LOS PADRES EUDISTAS “PARA LOS SEMINARISTAS UNA PALABRA DE ALIENTO EN SU CAMINO HACIA EL SACERDOCIO. EL SEMINARIO LES DA MUCHOS INSTRUMENTOS DE TRABAJO, PERO TODO ESO SIN VIDA DE ORACIÓN NO SIRVE PARA NADA. NO OLVIDEN UNA VIDA SACRAMENTAL INTENSA Y UNA DEVOCIÓN PARTICULAR A LA VIRGEN MARÍA. NO OLVIDEN EL ROSARIO. DESDE AHORA DEBEN UN RESPETO MUY ESPECIAL A SUS OBISPOS, A QUIENES EL DÍA DEL DIACONADO PROMETEN OBEDIENCIA POR TODA LA VIDA Y NO A RATOS. “18 de junio del 2004. En el teatro del seminario.

Gracias Hermano Jerez por ser una luz de Cristo, en medio de tantas oscuridades, gracias por tu ejemplo sincero, hoy elevamos una oración por su eterno descanso.

En Mérida a los 19 días del mes de mayo del 2014.
1er aniversario de la pascua eterna del Hno. Evaristo Jerez.
José. A. Morales. R.
Arquidiócesis de Mérida
III de filosofía.



Nuove nomine all'Autorità d'Informazione Finanziaria

Il Papa ha nominato per un quinquennio i quattro nuovi membri del Consiglio direttivo dell'Aif, l’Autorità di
Informazione Finanziaria. Provengono da vari continenti, a ben rappresentare la dimensione internazionale dell’organismo che sta continuando a siglare Protocolli d’Intesa con istituzioni analoghe negli altri Paesi impegnate nella lotta al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo. I nuovi membri sono: la dott.ssa Maria Bianca Farina, amministratore delegato di Poste Vita e di Poste Assicura (Italia); il dott. Marc Odendall, amministratore di Fondazioni e consulente finanziario per il settore filantropico (Svizzera); Joseph Yuvaraj Pillay, presidente del Consiglio dei Consultori del Presidente della Repubblica di Singapore (Singapore); il dott. Juan C. Zarate, senior advisor presso il Centro per Studi strategici e internazionali (CSIS) e docente di giurisprudenza ad Harvard (Stati Uniti d'America).

Il Pontefice ha ringraziato i quattro membri uscenti: il prof. Claudio Bianchi, il prof. Marcello Condemi, il prof. Giuseppe Dalla Torre del Tempio di Sanguinetto, l’avv. Francesco De Pasquale e il dott. Cesare Testa.

A sua volta, il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin ha nominato vice direttore ad interim dell'Autorità di Informazione Finanziaria il dott. Tommaso Di Ruzza, finora aiutante di Studio nella medesima Autorità.

Nel novembre scorso, Papa Francesco aveva approvato il nuovo Statuto dell’Autorità di Informazione Finanziaria, adeguando la struttura interna alle funzioni che essa è chiamata a svolgere. In particolare, il nuovo Statuto distingue i ruoli e le responsabilità del presidente, del Consiglio direttivo e della Direzione, per assicurare che l'Aif possa svolgere più efficacemente le proprie funzioni, con piena autonomia ed indipendenza e coerentemente con il quadro istituzionale e giuridico della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano.

Si tratta di una serie di misure con cui Papa Francesco ha rafforzato ulteriormente il quadro istituzionale vaticano per prevenire e contrastare le potenziali attività illecite in materia finanziaria, conferendo all'Aif, oltre alle funzioni che essa già aveva sulla base del Motu Proprio di Benedetto XVI del 30 Dicembre 2010, la funzione della vigilanza prudenziale degli enti che svolgono professionalmente attività di natura finanziaria.

(Tratto dall'archivio della Radio Vaticana)


Vigília de Pentecoste



jueves, 5 de junio de 2014

Encuentro del Papa Francisco con la RCC


 Un Estadio Olímpico repleto ovacionó al papa Francisco. 'Renovación es una gran fuerza al servicio del evangelio en la alegría del Espíritu Santo'.

En una tarde primaveral, el papa Francisco llegó al Estadio Olímpico de Roma, repleto y lleno de entusiasmo. Allí más de 50 mil personas llegadas desde 52 países le recibieron cantando aplaudiendo y agitando pañuelos, al son de “Hosanna en el Cielo...”

Es la primera vez en la historia que un Pontífice ha visitado este lugar y lo ha hecho para encontrarse con los miembros del movimiento Renovación Carismática Católica, que realiza su 37ª Asamblea Nacional. Este ha sido el momento más importante del congreso que realizan hoy domingo 1 y este lunes 2 de junio, y que lleva por lema "¡Convertíos! ¡Creed! ¡Recibid el Espíritu Santo!"

Un encuentro que concluyó con un llamamiento del Santo Padre: Hermanos y hermanas -dijo el papa Francisco antes de dar la bendición apostólica- acuérdense: adoren a Dios nuestro Señor, es este el fundamento, busquen la santidad en la nueva vida del Espíritu Santo. Eviten la excesiva organización, salgan a evangelizar por las calles, acuérdense que la Iglesia nació en salida esa mañana de Pentecostés. Acérquense a los pobres y toquen en ellos la carne herida de Jesús. Por favor no enjaulen al Espíritu Santo”.

Apenas el Santo Padre entró en el principal estadio deportivo de Roma, Salvatore Martínez, presidente de la RCC en Italia, propuso cambiar los '¡Viva Francisco!', -que al Papa no le gustan- por ¡viva Jesús el Señor! Canto que el Papa se animó también a entonar.

"Aquí no están ni los seguidores de la Lazio, ni de la Roma, ni del San Lorenzo, aquí somos todos seguidores de Jesús. Y nuestro entrenador es usted", añadió Martínez.

El presidente italiano de RCC recordó que “el año pasado cuando le anuncié que íbamos al Estadio Olímpico, usted me dijo 'yo voy' y ha cumplido su palabra”. Por otro lado ha señalado que "nacimos con Pablo VI, crecimos con Juan Pablo II y ahora nos encontramos con usted aquí”.

Finalmente agradeció al Papa su presencia y comenzó un momento de intercesión, el Santo Padre por el pueblo y el pueblo por el Santo Padre. Recogidos en profunda oración, hubo unos instantes de oración en lenguas, don característico de este movimiento.

Le siguieron la lectura de los Hechos de los Apóstoles, sobre Pentecostés y los dones del Espíritu Santo.

A continuación dieron su testimonio, un sacerdote joven, un joven, una familia y una chica ciega. Tras cada intervención, el Santo Padre dirigía unas palabras breves: como a los jóvenes que les invitó a ser generosos: "No guarden la juventud solamente para ustedes, como en una caja fuerte, sería triste", dijo.

Después del testimonio de la madre de familia el Papa recordó: “Las familias son la Iglesia doméstica en donde Jesús crece en el amor de los cónyuges, en el amor de los hijos, por eso el enemigo ataca tanto a la familia, el demonio no la quiere e intenta destruirla”.

Y si bien “son pecadores como todos, quieren ir hacia adelante en la fe y en su fecundidad, y en la fe de los hijos. Que el Señor bendiga a la familia y la vuelva fuerte en esta crisis en la que el diablo la quiere destruir”.

Fue también emocionante el testimonio de la joven que dijo: “Soy ciega pero mi luz es Jesús”. Y añadió: "Rece por nosotros para que podamos dar testimonio a pesar de nuestra enfermedad”.

El Santo Padre después de abrazarla dijo: “Los hermanos y hermanas que sufren, que tienen enfermedades o que sufren limitaciones, son ungidas por el sufrimiento de Jesús y lo imitan en un momento difícil de su cruz". Y concluyó:"Gracias hermanos y hermanas por aceptar ser ungidos por el sufrimiento. Gracias por la esperanza de la que ustedes dan testimonio”.

Y añadió el Papa: “Le decía a Salvatore que falta alguien, quizás lo más importante, los abuelos. Ellos son la seguridad de nuestra fe, los ancianos. Fíjense cuando María y José llevaron a María el templo, dice el Evangelio que fueron conducidos por el Espíritu Santo. Los jóvenes tienen que cumplir la ley, los ancianos como el buen vino tienen esa libertad del Espíritu Santo. Es así”.

Tras unos instantes de silencio, delante de los 50 mil presentes el Papa recitó una oración: “Señor mira a tu pueblo que espera el Espíritu Santo, mira a los jóvenes, a las familias, a los niños a los enfermos, a los sacerdotes, a los consagrados, a nosotros los obispos, mira a todos. Concédenos la santa ebriedad del Espíritu, la que hace hablar todos los idiomas, de la caridad, siempre cerca de los hermanos y hermanas que tienen necesidad de nosotros. Enséñanos a no luchar entre nosotros para tener un poco más de poder, a amar más a la Iglesia que es nuestro partido, enséñanos a tener el corazón abierto para recibir el Espíritu. Envía tu espíritu sobre nosotros. Amén”.

Y les agradeció por la calurosa acogida. Recordó cuando celebraba en Buenos Aires, con Renovación Carismática, le gustaba tanto el canto 'Vive Jesús el Señor' después de la consagración. ¡Gracias me he sentido en mi casa!, dijo.

“Ustedes, Renovación Carismática -prosiguió el Santo Padre- han recibido un gran don del Señor, han nacido del Espíritu Santo como una corriente de gracia en la Iglesia y para la Iglesia".

“Cuando pienso en ustedes carismáticos me viene la imagen de la Iglesia en un modo particular. Pienso en una gran orquesta en donde cada instrumento es diverso del otro, pero todos son necesarios. Precisó que “ninguno en Renovación puede pensar ser más importante o más grande que el otro, porque si alguno se siente más importante, entonces inicia la peste. Nadie puede decir yo soy el jefe, porque tienen un solo Señor, el Señor Jesús”.

Recordó cuando los escuchó por primera vez y pensó que confundían la fe con una escuela de samba. “Y al final entendí el bien que Renovación hacia a la Iglesia”. Y que esta historia termina en un modo particular: “Pocos meses antes de ir al cónclave fui nombrado como asistente del movimiento carismático en Argentina".

Recordó que “en los primeros tiempos se decía que los carismáticos llevaban siempre una Biblia y Nuevo Testamento: "¿Lo hacen todavía hoy? ¡No estoy tan seguro!" bromeó. Y los invitó: "Vuelvan siempre al primer amor, llévenlo siempre en el bolsillo y lean algo”.

Advirtió entretanto sobre “el peligro de la excesiva organización, se necesita, pero sin perder la gracia de dejar a Dios, ser Dios, y no hay mayor libertad que dejarse llevar por el Espíritu para que nos oriente y nos lleve dónde él desea. Él sabe lo que necesita cada ocasión”.

“Otro peligro -añadió el Pontífice- es volverse controladores de la gracia de Dios. Tantas veces los responsables, me gusta llamarlos servidores, se vuelven administradores de la gracia, decidiendo quién puede recibir la efusión en el Espíritu y quién no. Y si alguien lo hace, por favor no lo hagan más. Ustedes son dispensadores de la gracia de Dios y no controladores. No sean aduana al Espíritu Santo”.

"¿Qué se espera el Papa de ustedes?", dijo. "Primero la conversión y amor de Jesús que cambia la vida y hace de un cristiano testimonio de Dios. Espero que compartan en la Iglesia la difusión del Espíritu Santo”. También “que Jesús está vivo y ama a todos los hombres”. Y que den “testimonio delante de otras Iglesia que creen en Jesús como Salvador” manteniéndose unidos en el amor de Jesús y en esta unidad que debemos tener todos nosotros.

Recordó que “Renovación es por su naturaleza ecuménica. Acérquense a los pobres y necesitados para tocar en sus cuerpos a la carne herida de Jesús. Busquen la unidad de la Renovación, porque la unidad viene del Espíritu Santo. La división viene del demonio, escapen de las luchas internas, por favor”.

Agradeció también a quienes están organizando el gran jubileo del 2017, e indicó que “espero celebrarlo en la plaza de san Pedro”.

Al concluir sus palabras, toda la asamblea ha rezado por el Santo Padre, quien de rodillas ha recibido esta intercesión por él. Todo el estadio en pie y con lo brazos extendidos hacia Francisco ha orado pidiendo su bendición.

Además, le han entregado como regalo una Virgen de las manos alzadas, hecha por detenidos en las cárceles que se están reinsertando.

Para finalizar, se ha bailado un flash mob. Guiados por un grupo de jóvenes desde el palco, todo el Estadio ha bailado ¡Jesús es el Señor, Aleluya!

Escrito por H. Sergio Mora, zenit.org


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